{"id":39,"date":"2015-06-30T14:17:14","date_gmt":"2015-06-30T12:17:14","guid":{"rendered":"http:\/\/sviluppo2.apge.it\/?page_id=39"},"modified":"2020-07-14T12:09:19","modified_gmt":"2020-07-14T10:09:19","slug":"padre-gaetano-errico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.apge.it\/?page_id=39","title":{"rendered":"Padre Gaetano Errico &#8211; Fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori"},"content":{"rendered":"<p>Il Beato Gaetano Errico, nacque a Secondigliano, periferia nord di Napoli il 19 ottobre 1791.<\/p>\n<p>Apostolo della Misericordia di Dio, propagatore della devozione ai Sacri Cuori di Ges\u00f9 e di Maria e Fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori.<\/p>\n<p>Gaetano Errico fu un sacerdote secondo il cuore di Dio e un apostolo dedito alla santificazione del suo popolo.<\/p>\n<p>Ordinato sacerdote il 21 settembre 1815 dal Card. Ruffo Scilla, fu subito dal medesimo destinato alla parrocchia dei Santi Cosma e Damiano in Secondigliano, divenendo il braccio destro nel lavoro apostolico del parroco don Vitagliano il quale, notando il suo zelo senza fine, non si stancava di ripetere a tutti: \u201cAbbiamo avuto un santo nel nostro paese. Don Gaetano Errico col suo zelo, con la sua condotta oltremodo esemplare e con le sue straordinarie fatiche apostoliche, santifica le anime affidate alle mie cure. Egli \u00e8 veramente un sacerdote secondo il cuore di Dio, un operaio indefesso nella vigna del Signore\u201d.<\/p>\n<p>Gaetano, infatti, oltre a far vivere la \u201cCappella serotina\u201d, \u201cche quasi languiva nel paese\u201d, istitu\u00ec in parrocchia vari Ritiri per la formazione religiosa e morale di varie categorie (\u201cS. Luigi\u201d per i giovani, \u201cS. Teresa\u201d per le signorine, \u201cS. Monica\u201d per le coniugate, della \u201cBuona morte\u201d per gli uomini sposati ed adulti).<\/p>\n<p>E poich\u00e9 in parrocchia abbondavano ignoranza religiosa e indifferentismo per la fede, inizi\u00f2 una CATECHESI solida, continua e alla portata di tutti. Oltre a predicare nei tempi forti dell\u2019 anno e nelle varie circostanze che via via si presentavano quasi ogni giorno, nelle ore pomeridiane delle domeniche girava per le vie del paese, reggendo un grosso Crocifisso ed esortando a seguirlo in chiesa quanti pi\u00f9 poteva ed entrando anche nei bar e nelle bettole per chiamare gli uomini intenti al gioco ed al bere. In chiesa teneva il cosiddetto \u201cCatechismo grande\u201d, durante il quale spiegava, con sodezza di dottrina e chiarezza di esposizione, il dogma e la morale cattolicaee rispondeva con solida apologetica ai mille errori che le Sette, in modo particolare quella dei Carbonari, andavano spargendo tra il popolo.<\/p>\n<p>E poich\u00e8 esortava a \u201cstar lontano dai lupi rapaci che volevano rapire la loro fede in Ges\u00f9 Cristo\u201d e a mantenersi saldamente uniti al Papa, \u201cil tersissimo canale\u201d attraverso il quale essa ci perviene, spesso fu minacciato di morte se non la smetteva di parlare.<\/p>\n<p>Al che rispondeva: \u201cci\u00f2 non sar\u00e0 mai. Voi volete spargere l\u2019errore e i ministri di Dio devono tacere? Volete uccidermi? Uccidetemi!\u201d. E poich\u00e8 continuava per la sua strada, gli avversari prima gli diedero una solenne lezione conducendolo in aperta campagna, dove legatolo ad un albero lo colpirono fortemente con sacchetti di arena e con un bastone di nervo di bufalo armato di chiodi e poi, tentarono di ucciderlo, mediante sicari, prima pugnalandolo e poi tirandogli una archibugiata.<\/p>\n<p>Ma il Signore lo protesse sempre ed egli pot\u00e8 continuare la sua azione contro la propaganda settaria ed ottenne che molti, abiurata la Setta, gli consegnassero i libri della loro dottrina, che Gaetano bruci\u00f2 sempre, ripetendo: \u201cCome brucio questi libri, cos\u00ec devo brucare il peccato\u201d.<\/p>\n<p>Gaetano dovette difendere la fede del suo popolo dai suoi anni giovanili sino al momento della sua morte, perch\u00e8, caduti i Borboni di Napoli, nel 1860 i rivoluzionari si scagliarono contro il Papa ed il Clero e tentarono protestantizzare Napoli. Egli mai cessava di ripetere dal pulpito: \u201cFigli miei, non vi lasciate sedurre dai seguaci del demonio i quali adopereranno tutti i mezzi e gli sforzi per farvi perdere la fede. Siate forti nella fede e, per sostenere le sue verit\u00e0, stimatevi fortunati di dare anche il sangue e la vita se sar\u00e0 necessario. Oh! Se potessi avere s\u00ec bella sorte di morire per sostenere i diritti della Religione e della Chiesa!\u201d. E se non mor\u00ec per la fede, per tutta la sua vita,con le parole e con le opere, dimostr\u00f2 il suo forte attaccamento alla Chiesa ed alle direttive del Papa.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffcc00;\">APOSTOLO DELLA MISERICORDIA E DELLA RICONCILIAZIONE<\/span><\/h3>\n<p>Un\u2019 azione diretta sul popolo Gaetano l\u2019esercit\u00f2 in modo particolare col sacramento della riconciliazione. Obbligato a 26 anni ad abilitarsi alle confessioni dal Card. Riario Sforza, esercit\u00f2 tale apostolato fino alla morte con un ritmo ed instancabilit\u00e0 tali da meritare dai confratelli la definizione di \u201cuomo di pietra o di marmo\u201d.<\/p>\n<p>Nei primi anni divideva il suo tempo tra l\u2019insegnamento nelle scuole primarie (vi insegn\u00f2 per circa 20 anni) e l\u2019esercizio delle confessioni. Fondata poi la Congregazione, vi si dedic\u00f2 con un ritmo pi\u00f9 frequente allargando anche il suo raggio d\u2019azione ai paesi vicini e a vari educandati e monasteri.<\/p>\n<p>Fu specialmente nella chiesa dell\u2019 Addolorata in Secondigliano che svolse tale apostolato in modo continuo ed intenso. Accorrevano a lui non solo i compaesani che, al dir di un testimone processuale, \u201cse gli fosse bastato il tempo, tutti gli 8000 si sarebbero confessati a Lui\u201d, ma i forestieri \u201cpi\u00f9 dei compaesani\u201d che venivano dalle citt\u00e0 e province limitrofe.<\/p>\n<p>Iniziava a confessare ordinariamente nelle prime ore del mattino e terminava nel tardo pomeriggio, saltando spesso il pranzo o recandovisi \u201cse chiamato insistentemente\u201d; ma subito dopo era di nuovo in confessionale, perch\u00e8 non rimandava mai alcuno senza averlo confessato, soprattutto gli uomini ai quali dava sempre la precedenza. A loro dedicava in modo particolare le domeniche, in considerazione che nei giorni feriali erano impediti dal lavoro. Con i penitenti seguiva sempre una \u201cvia di mezzo\u201d, non troppo rigida n\u00c3\u00a9 troppo indulgente ed usava il metodo che pu\u00f2 definirsi della misericordia. Infatti scriveva ad un suo Congregato: \u201cDio che non vuole la morte del peccatore, \u00e8 sempre pi\u00f9 misericordioso di noi suoi ministri. Adunque siate misericordioso quanto lo potete essere, perch\u00e8 troverete misericordia presso la Maest\u00e0 di Dio\u201d.<\/p>\n<p>Non aspettava che gli uomini andassero a lui ma incontrando qualcuno che riteneva un po\u2019 trascurato, facendo finta di dargli uno schiaffetto, gli diceva: \u201cGes\u00f9 Cristo ti vuole bene. Quando ci vedremo?\u201d A volte bastava un semplice cenno con gli occhi perch\u00e8 l\u2019altro afferrando il suo pensiero esclamasse: \u201cDon Gaetano, ho capito domani ci vedremo\u201d.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffcc00;\">L&#8217;UOMO DAL CUORE SEMPRE APERTO<\/span><\/h3>\n<p>Nei limiti delle sue possibilit\u00e0, Gaetano and\u00f2 sempre incontro alle necessit\u00e0 di tutti, specialmente dei lavoratori, dei bisognosi, dei malati d\u2019 ogni categoria.<\/p>\n<p>I secondiglianesi ricordano le sue attenzioni per i poveri. Essi erano i suoi padroni, e sicuri di trovare sempre aperta la porta del suo cuore ricorrendo a lui in ogni loro necessit\u00e0. Ripetendo: \u201ci poveri vanno sempre soccorsi pensando che sono la persona di Ges\u00f9\u201d, dava quanto guadagnava dal ministero o dalla rendita patrimoniale, quando viveva in famiglia e, dopo la fondazione della Congregazione, quanto riceveva dai benefattori.<\/p>\n<p>Ogni giorno circa cento poveri ricevevano una minestra calda alla portineria della sua Casa religiosa. Autorizzava spesso artigiani disoccupati,con famiglia a carico, a prelevare a suo nome, presso i negozi alimentari, il necessario settimanale. Pagava abitualmente la pigione per alcuni ammalati o a famiglie minacciate di sfratto per morosit\u00e0, facendosi, per queste ultime garante riguardo al futuro. Elargiva il denaro ai braccianti agricoli perch\u00e8 comprassero una zappa e potessero essere chiamati a giornata. Anticipava ,senza alcun interesse o elargiva a fondo perduto, somme a tessitrici perch\u00e8, comprando un telaio, potessero lavorare in proprio e liberarsi dalla schiavit\u00f9 degli strozzini.<\/p>\n<p>Per gli ammalati ebbe sempre cure particolari. Vi accorreva sempre per assisterli spiritualmente ed anche materialmente, se molto poveri. Per questi ultimi oltre a chiamare i medici e procurare le medicine si interessava per farli ricoverare in qualche ospedale cittadino e procurava loro anche qualche mezzo di trasporto pi\u00f9 comodo.<\/p>\n<p>Specialmente nel colera del 1836 e del 1854 egli scrisse pagine memorabili di carit\u00e0 nell\u2019assistenza ai malati da meritare di essere chiamato un nuovo S. Carlo Borromeo.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffcc00;\">AMANTE DI MARIA SANTISSIMA<\/span><\/h3>\n<p>Una delle caratteristiche della sua spiritualit\u00e0 fu la sua profonda devozione mariana. Maria SS.ma fu per lui non solo il modello a cui cerc\u00f2 di ispirare tutta la sua vita, ma l\u2019ispiratrice e il sostegno della sua azione apostolica. Poich\u00e8 la devozione a Maria appariva da ogni suo atto e parola, i suoi contemporanei la dissero \u201cstraordinaria\u201d, \u201ctenerissima\u201d, \u201csingolare\u201d, \u201cfervidissima\u201d, da \u201cinnamorato\u201d. Infatti ne parlava sempre con zelo e mostrava grande fiducia in Lei.<\/p>\n<p>Nel parlare di Maria SS.ma Gaetano Errico si infiammava anche esternamente accendendosi d\u2019insolito fervore, tanto da \u201csembrare un uomo di fuoco\u201d. Fu scritto di lui: \u201cL\u2019 anima dell\u2019 innamorato S. Bernardo e dell\u2019 affettuoso S. Alfonso de\u2019 Liguori parevano in lui trasfuse con tutte le emozioni dei loro tenerissimi cuori\u2026 S\u2019 infiammava in volto, scintillavano gli occhi, s\u2019interrompeva l\u2019accento, versava lacrime amorose\u201d ed il popolo commosso, a sua volta, esclamava: \u201cadesso se ne sale in cielo, Don Gaetano, il pulpito e la statua della Madonna\u201d.<\/p>\n<p>Gli furono cari tutti i titoli di Maria, ma mostr\u00f2 una speciale preferenza per l\u2019 Addolorata. Ne parlava spessissimo con entusiasmo e fervore ed animava tutti ad aver fiducia in Maria Addolorata, come mostrava di averne egli in ogni circostanza.<\/p>\n<p>In suo onore fece costruire una chiesa, che \u00e8 il cuore di tutti i Secondiglianesi, e in essa vi colloc\u00f2 una statua dell\u2019 Addolorata, alla quale volle che specialmente i Secondiglianesi si rivolgessero nelle ore tristi o liete della vita. Ed essi la invocarono con fede negli anni e ne sperimentarono la valida protezione, per cui il Rev.mo Capitolo Vaticano ne decret\u00f2 l\u2019incoronazione solenne che avvenne il 4 agosto 1935 per le mani dell\u2019 Em.mo Card. Ascalesi.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffcc00;\">FONDATORE E MISSIONARIO<\/span><\/h3>\n<p>Ubbidendo ad una divina ispirazione, Gaetano Errico, ultimata la chiesa e costruite sul terreno adiacente due terranei con altrettante stanzette superiori, vi si ritir\u00f2 ad abitare fin dal gennaio 1831. Nel 1834, costruite altre camerette, col permesso del Card. Filippo Caracciolo, accolse alcuni sacerdoti perchegrave; lo aiutassero nel predicare le missioni al popolo. Gettava cos\u00ec le basi della Congregazione del Missionari dei Sacri Cuori che fu approvata in modo definitivo da Pio IX nel 1846.<\/p>\n<p>Con i suoi missionari egli evangelizz\u00f2 intere regioni come la Campania, la Lucania, la Basilicata, il Sannio, il Molise e le Puglie suscitando ovunque l\u2019entusiasmo delle popolazioni, l\u2019ammirazione del Clero e ricevendo gli elogi degli Ordinari dei luoghi che chiedevano l\u2019apertura di case della Congregazione. Dopo aver aperto le case di Roccasecca, Andretta, Cerignola, Bitetto, Bari, Sandonato e Massafra e gettava le basi per la fondazione delle Suore dei Sacri Cuori.<\/p>\n<p>Lo colp\u00ec la morte e ad essa segu\u00ec la soppressione delle Congregazioni religiose.<\/p>\n<p>Il popolo lo pianse e lo acclam\u00f2 santo ? si accrebbe ovunque la fama di santit\u00e0 che aveva goduto in vita anche per i doni soprannaturali di cui era stato ornato: estasi, bilocazione, scrutazione dei cuori, miracoli e profezie. Fu in vita consultato dai Cardinali arcivescovi di Napoli Ruffo Scilla, Caracciolo e Riario Sforza negli affari della diocesi. Ferdinando II, ritenendolo un santo, voleva nominarlo confessore di suo figlio Francesco ed egli personalmente gli apriva la sua coscienza e avrebbe voluto anche nominarlo vescovo.<\/p>\n<p>Dopo la morte, il coro divenne pi\u00f9 poderoso:<\/p>\n<p>Il Card. Riario Sforza, nell\u2019 apprendere la morte dell\u2019Errico, esclamava: \u201cHo perduto la pi\u00f9 forte colonna della mia diocesi!\u201d<\/p>\n<p>Il Card. Cosenza, nel sentirlo nominare si toglieva il cappello e diceva: \u201cDon Gaetano era un Apostolo, aveva lo Spirito di Dio. L\u2019ho conosciuto da chierico e fu sempre un santo\u201d.<\/p>\n<p>Il Card. Ferrata lo definiva \u201cun secondo Curato d\u2019 Ars\u201d. L\u2019 arcivescovo di Gaeta, vent\u2019 anni dopo la sua morte scriveva: \u201cGaetano Errico, uomo di Dio, mentre visse fu il buon odor di Cristo che fino ad oggi profuma queste regioni\u201d.<\/p>\n<p>Il popolo di Secondigliano lo chiam\u00f2 \u201cil nostro santo\u201d e per tutti fu ed \u00e8 rimasto \u201c O\u2019 Superiore \u201c. Iniziati, perci\u00f2 i processi, il 18 dicembre 1884 Leone XIII approvava l\u2019introduzione della causa di beatificazione e lo dichiarava Venerabile, mentre Paolo VI il 4 ottobre 1974 dichiarava eroiche le virt\u00f9 da lui esercitate.<\/p>\n<p>Il quattordici aprile 2002 il Papa Giovanni Paolo II lo dichiarava Beato e in quella occasione disse dell\u2019 Errico:\u201d In un\u2019epoca segnata da profondi cambiamenti politici e sociali, di fronte al rigorismo spirituale dei giansenisti, Gaetano Errico annuncia la grandezza della misericordia di Dio, che sempre chiama alla conversione coloro che vivono sotto il dominio del male e del peccato. Vero martire del confessionale, il nuovo Beato vi trascorreva intere giornate spendendo il meglio delle proprie energie nell\u2019accoglienza e nell&#8217;ascolto dei penitenti. Col suo esempio egli ci stimola a riscoprire il valore e l\u2019importanza del sacramento della penitenza, dove Iddio distribuisce a piene mani il suo perdono e mostra la sua tenerezza di Padre verso i propri figli pi\u00f9 deboli\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Beato Gaetano Errico, nacque a Secondigliano, periferia nord di Napoli il 19 ottobre 1791. Apostolo della Misericordia di Dio, propagatore della devozione ai Sacri Cuori di Ges\u00f9 e di Maria e Fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori. 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